Lady D

 

Viviamo di più grazie alle cure sanitarie e farmacologiche, ma da malati spesso. Cronici, spesso. Perché la salute da queste cure dipende solo al 10 %.
Al 20% dalla genetica, e lì, vabè.
Al 20 % dall’ambiente, e qui un po’ pensiamoci.
Negli ultimi 20 anni l’incidenza di  malattie cronico degenerative  è esplosa letteralmente, ma se le cure mediche ci restituiscono la salute in pochissimi  casi, ci deve essere qualcosa di diverso che possiamo fare. Come si chiamava… Pre…videnza? No. Pre…occupazione. No, no, nemmeno. Pre…monizione? Farebbe comodo, ma no.
Prevenzione! Ma certo, prevenzione.
Perché la salute, per completare le percentuali di cui sopra, dipende al 50 % dai nostri comportamenti: mangiar bene, muoversi, dormire bene, limitare lo stress, etc. Dalla manutenzione insomma.

E c’è una questione molto attuale, che è quella della carenza della vitamina D – che centra con tutto questo – la cui soluzione è poco attuata, eppure così facilmente attuabile.

La vitamina D è una signora vitamina. O forse è un signore. Sì perché funziona come un ormone.
Le funzioni che le vengono generalmente attribuite riguardano il mantenimento dello stato di salute del sistema muscolo scheletrico e  del sistema immunitario. E non è poco.
Solo che negli anni ci si è accorti che circa 2000 geni nel nostro organismo sono regolati dai livelli ematici di vitamina D.
E che il recettore per questa vitamina è presente nella maggior parte degli organi.
E che molti di questi organi sono pure in grado di produrla.

Forse, ma forse, svolge altre funzioni che non sospettavamo? E sono fioccati gli studi.

E niente, si sono accorti che la vitamina D a livelli ematici adeguati protegge attraverso specifici meccanismi dall’insorgenza di diabete di tipo 2, di cancro (alla mammella, alla prostata, al colon e alle ovaie), di malattie cardiovascolari, di allergie, di depressione, di malattie autoimmuni come diabete mellito tipo 1, sclerosi multipla (di cui sembra contrastare pure la progressione), malattia di Crohn; e in gravidanza protegge il nascituro da basso peso alla nascita e autismo.
Ah dimenticavo, riduce la mortalità totale.

Tutto molto bello, peccato che il 60-80% della popolazione non abbia adeguati livelli ematici di vitamina D; in Italia poi abbiamo tra i livelli più bassi di tutta Europa (Il valore è generalmente espresso in ng/ml: sotto i 20 siamo in carenza, tra i 20 e i 30 in insufficienza, sopra i 30 sufficienza; tuttavia i livelli ottimali – quelli, per intenderci, ai quali la vitamina D svolge tutte le meraviglie di cui sopra – sono tra i 40 e i 60).
Ma perché siamo così carenti?
Perché il cibo non è una buona fonte di vitamina D (è presente in dosi degne di nota, ma mai sufficienti, in alcuni pesci grassi e nell’olio di fegato di merluzzo) e dovremmo procurarcela esponendo la pelle del corpo al sole. Senza schermo solare. Per “metà del tempo necessario a procurare l’arrossamento della pelle”, e qui ognuno dovrebbe testare la sua. Nelle ore centrali della giornata.
E in America qualcuno s’è pure preso la briga di stimare che l’esposizione al sole sufficiente a produrre adeguati livelli di vitamina D ridurrebbe i morti per varie patologie di 400.000 a fronte di un aumento di morti per melanomi di 11.000.
I matematici non avrebbero dubbi, i dermatologi un po’ di più, compresa la mia, che saluto. Ciao Flavia.

E se nei mesi invernali non voglio girare nudo? E se comunque questa storia dell’espormi senza filtro non mi va? E se non voglio rovinare l’amicizia con la mia dermatologa Flavia?

Posso banalmente, semplicemente, prontamente ricorrere a un’integrazione, che andrebbe valutata quindi non solo nelle categorie a rischio, che come tutti (…) sappiamo sono gli anziani, le donne in gravidanza, le persone affette da obesità e le persone con la pelle scura, ma in tutta la popolazione!
Secondo le “Linee Guida su prevenzione e trattamento dell’ipovitaminosi D” la sicurezza d’uso è di 2000 U.I al giorno anche senza monitorare i livelli ematici di vitamina D.
Noi – che se siamo in carenza da anni una settimana in più non ci fa differenza – magari procediamo lo stesso al dosaggio tramite un’analisi del sangue per vedere a che livello siamo, poi, con l’aiuto del  medico di base  si può procedere a una supplementazione in tutta sicurezza perché, come si può evincere dalla tabella qui sotto, il rischio di tossicità da eccessiva introduzione è davvero basso.
There will be no sorrow, lady D.

 

Fascia d’età Assunzione raccomandata  secondo Larn 2012 Sicurezza d’uso secondo l’EFSA (European Food Safety Authority)
bambini 0-1 anno 600 U.I. o 15 μg 1000 U.I. o 25 μg
bambini 1-10 anni 600 U.I. o 15 μg 2000 U.I. o 50 μg
adolescenti 11-17 anni 600 U.I. o 15 μg 4000 U.I. o 100μg
adulti 600 U.I. o 15 μg 4000 U.I. o 100μg
anziani 800 U.I. o 20 μg 4000 U.I. o 100μg
gravidanza e allattamento 600 U.I. o 15 μg 4000 U.I. o 100μg

 

 

foto: un celebre (…) ritratto della vitamina D3 (o colecalciferolo) di Scrabble; è la forma migliore di supplementazione grazie alla lunga emivita e alla sua forma inattiva immagazzinata nel tessuto adiposo e rilasciata lentamente in circolazione.