Mangiate in pace

La vita di una dietista non è facile.
Nelle situazioni conviviali sei guardata con sospetto o bersagliata da domande che oscillano tra il “come faccio a buttare giù la pancia?” al “perché non mangio niente e ingrasso?” intanto che hai la bocca piena di pizza.
Quando sei in incognito nella sala d’attesa del dottore sei costretta a sentire filippiche su cosa vuol dire mangiar bene da persone convinte che i wurstel e le caramelle siano una buona soluzione per garantire nutrimento a un bambino inappetente.
Rischi di essere segnalata al Telefono Azzurro perché tua figlia di 5 anni alle feste di compleanno rifiuta le patatine dicendo “mia mamma non vuole…è una dietista”.
Tutto questo l’ho sempre strenuamente, elegantemente, sopportato.
Ma quando ho appreso che Vissani e la Parodi iniziavano a dare consigli di corretta alimentazione… mi sono convinta che non potevo più tacere e ho dato vita all’ennesimo blog sull’alimentazione.
Una cosa di cui sentivate la necessità, lo so (…)

È costruito a partire da voi, dalle domande che mi rivolgete  in ambulatorio, dai luoghi comuni da sfatare, dalle informazioni vecchie da aggiornare, da quelle nuove che dovete assolutamente sapere. È  ridotto al minimo l’uso di paroloni scientifici, processi biochimici, fisiologici, ché lo sfoggio di cultura fin dai tempi dell’Azzeccagarbugli manzoniano è utile solo a creare una frattura tra chi sa e chi non sa, mica a informare.È lasciato spazio a spiegazioni semplici, a un po’ di ironia laddove non stona.
E il titolo nasce dal lessico familiare di mia nonna materna, una matrona pugliese di 110 chili che a tavola zittiva noi nipoti con un perentorio “Mè, lassati cu’ mmanciamo in pace” (trad. Beh, fateci mangiare in pace).
Il senso è proprio quello: eliminare il baccano inutile della disinformazione e imparare a mangiare.

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