Tanto Gentile e Tanto Onesta Pare la Nonna Mia Quantunque Mal mi Nutra

DanteIl sommo poeta, che di denunce sociali se ne intendeva, racconta la sua esperienza di nipote con la nonna che lo rimpinzava di cibo.
Così nasce il sonetto  “Tanto gentile e tanto onesta pare”che fa parte della celeberrima opera “PuntoVitae Novo”.

 

 

Tanto gentile e tanto onesta pare
La nonna mia quantunque mal mi nutra1
Ché la lingua deven mangiando unta
Gli gnocchi con il frico e tanto sale2
Ella mi dà sentendomi che ho fame
Benignamente la dispensa tut(t)a
Ché par che finché la mia pancia non rut(t)a
da cielo in terra piova da mangiare3
Mostrasi sì piangente a chi la sgrida4
Ché5  ha dato ai cocchi6 una dolcezza al liquore
Intinta nella crema con le uova
E par che de la mia labbia si mova
Un alito un po’ acre da liquore7
Che va dicendo “all’anima (de li mortacci tua), non respiro!”8.

 

(1) Il poeta sottolinea l’aspetto accogliente, buono e benevolo della nonna in contrasto con l’azione nociva del nutrire male il nipote. Ella di fatto dice di volergli bene ma poi gli dà da mangiare le schifezze col rischio che gli vengano le malattie.

(2) La cucina della nonna non è delle più leggere. Ella è abituata a cucinare così e non intende cambiare per il benessere del nipote, anche perché è convinta di sapere lei quello che è il benessere del nipote: mangiare a sbafo.

(3)La nonna non resiste alla richiesta di cibo del nipote. Se esso dichiara fame, ella farà tutto ciò che è in suo potere perché quella fame venga cancellata non già dal momento, ma per una settimana intera. Per far questo riempie la dispensa manco dovesse cucinare un pranzo di nozze e lancia addosso al nipote cibo su cibo. Ella vedendo il nipote satollo e soddisfatto è felice.

(4) La nonna viene sovente sgridata per il libertinismo alimentare che concede al nipote. L’autore non è chiaro, ma si crede sia la mamma del bambino a sgridare. Ella – la nonna – si mostra fintamente dispiaciuta per mettere a tacere il conflitto e continuare ad agire come meglio crede.

(5) Ché in questo caso regge la causale. So fare anche l’analisi del periodo se voglio.Per dire.

(6) Cocchi indica i bambini. Me lo sono un po’ inventato, sì.

(7) Il nipote ha mangiato talmente tanto dolce al liquore che potrebbe far bionda sua mamma con un’alitata.

(8) Il finale drammatico è quello di un bambino che ha mangiato troppo e non si sente bene. Duplice è l’interpretazione: potrebbe trattarsi di una mancanza di respiro data dall’eccessivo riempimento dello stomaco che preme sotto il diaframma bloccando meccanicamente il respiro, oppure, nella peggiore delle ipotesi, della pressione che il bambino sente per via dell’eccesso di grasso viscerale. Grasso che lo predispone a tutte le malattie cardiovascolari, epatiche e tumorali al pari di un adulto. Tra l’altro nella disperazione rivela che non è proprio un toscano doc.

 

 

foto: Una foto (…) del Sommo Poeta mentre mostra sconsolato i suoi esami del sangue alla nonna. Egli sembra dire “eccheccavolo!”

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