“Fa che il cibo sia la tua medicina”

dallas-buyers-club-28-gennaio-0_64276-kSRC--400x320@MilanoDovresti vederlo. In uno dei film più acclamati dell’anno, “Dallas Buyers Club”, c’è uno strepitoso Mattew McConaughey che interpreta un uomo malato di Aids che lotta con tutte le risorse che ha contro la malattia.
In una scena in particolare  il protagonista dice “Una volta che ti sei preso l’HIV è per sempre”: una cosa banale all’apparenza, fondamentale secondo chi si occupa della cura di pazienti come te. Perché se è vero che del virus non ti liberi più, se è vero che i farmaci possono solo rallentarne la proliferazione, è vero anche che il soggetto può migliorare la convivenza con l’infezione diventando più forte. In altre parole può stare meglio.
Si, ‘na parola…”: mi pare di sentirti mentre me lo sbuffi addosso.
 
Certo che non è facile. C’è un aumento del dispendio energetico, dovuto alla proliferazione virale e agli stati febbrili provocati delle infezioni  opportunistiche, un alterato utilizzo dei nutrienti  a causa dei farmaci; c’è un ridotto assorbimento e un aumento della perdita degli stessi, a causa di modificazioni della permeabilità intestinale, del vomito o della diarrea.
E c’è spesso anoressia: il gusto dei cibi muta e mangiare diventa più spesso fonte di malessere che di piacere.
Quasi sempre c’è  anche una  perdita di peso, 6-7 kg in media, che riguarda soprattutto la massa magra, e  che implica insufficienza d’organo diffusa;  la chiamano Wasting Syndrome la cachessia da AIDS, e accelera il passaggio dalla sieropositività alla malattia conclamata o peggiora la prognosi di quest’ultima.

Si può agire in qualche modo, sai?
Si può partire da un’integrazione di vitamine e minerali ad ampio spettro, che spesso migliora il quadro di malessere generale e riduce l’inappetenza, oppure  prevederne una mirata rispetto alle carenze che più spesso si riscontrano, di vitamina A, C, E, vitamine del gruppo B, ferro, selenio, magnesio, zinco.
Un’altra integrazione importante può essere quella a base di probiotici, prebiotici, L-glutammina e acido alfa lipoico, per contrastare l’alterata permeabilità della mucosa intestinale e provare a migliorare l’assorbimento dei nutrienti.
 
E poi c’è la mia materia, l’alimentazione: nel film lui si incavola con la sua amica Rayon che mangia schifezze, le dice di non mangiare cibi spazzatura con grassi, zuccheri, conservanti; le dice  di curarsi prima di tutto a partire da quello che mette nel piatto..
La dieta deve essere  ricca di alimenti vegetali di stagione freschi crudi (per mantenere il complesso sinergico nutritivo di questi alimenti, con cui non può competere nessun integratore) mangiati  interi o, in caso di nausea,  sotto forma di succhi estratti a freddo.
Deve al contempo assicurare un adeguato apporto di proteine per contrastare il catabolismo proteico, che si traduce in circa due  porzioni di pesce o carne bianca  o uova  al giorno, sostituendoli un paio di volte alla settimana con legumi (all’interno di un pasto completo anche di carboidrati: questi ultimi infatti grazie allo stimolo insulinico favoriscono il processo anabolico).
Se quest’ indicazione non si riesce a seguire, bisogna assolutamente ricorrere ad un’integrazione proteica a base di proteine ad alto valore biologico, come le proteine del siero del latte,  mentre nelle situazioni di malassorbimento sono indicati  gli idrolisati proteici.
I grassi devono essere abbondanti, ma di qualità: olio extravergine d’oliva, di lino, pesce grasso, frutta secca e semi oleosi  sono ottimi modi per garantire un apporto qualitativamente valido.
Per aumentare l’introito calorico, indispensabile visto l’aumento del dispendio energetico,  l’ideale è aumentare il numero di pasti, e gradualmente,  il volume degli stessi.

Lo so che tutte queste indicazioni diventano  complicate da seguire in presenza di nausea o alterazione del gusto: in questo caso può essere utile ricorrere a spezie o radici, sia perché alcune di esse hanno un’azione anti-nausea ( zenzero,  cannella, chiodi di garofano o cumino), sia perché possono far virare in gusti in modo da renderli più accettabili, sia per il loro potere antiossidante, ovvero di rinforzo dell’organismo. E a proposito di antiossidanti, sorseggiare the verde, fino a sei tazze al giorno, o succhiarlo a cubetti congelati, unisce un possibile effetto anti-nausea all’apporto del più potente antiossidante ad oggi conosciuto, l’ epigallocatechina gallato.
 
Qualcosa si può fare per stare meglio. E io con te non ho fatto nulla, restando a torto spettatrice impotente delle cure mediche e dei loro limiti.  Intrappolata, senza rendermene conto, in quel pensiero abominevole che considera la malattia incurabile al suo ultimo stadio un’assenza di vita.

 

Foto: celebre scena di Dallas Buyers Club

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