“Carnage”

-“Cosa mangia a pranzo?”

-“Guardi, a pranzo faccio il bravo, mangio sano: quasi sempre bresaola, rucola e grana…”

Silenzio.
Sguardo vuoto.
Musica malinconica nella testa di sottofondo ai pensieri
Il pensiero corre a “Scienza dell’Alimentazione”. È tornato.
Come si deve sentir sola laggiù “Scienza dell’Alimentazione”, circolano talmente tante “Scienza dell’Alimentazione Fake” che ormai nessuno si occupa più di lei, ne riconosce le peculiarità.

Sfoggio il sorriso rassegnato, alzo stancamente gli occhi bassi e rispondo:
-“Guardi che non è tanto sano come pranzo di tutti i giorni”.

-“Ma…”

-“Lo so cosa sta per obiettare, sa?! Che se cerca online le direttive degli ultimi LARN (Livelli di Assunzione giornalieri Raccomandati di Nutrienti per la popolazione italiana) trova l’indicazione di assumere 50 g. di salumi fino a 1-2 volte alla settimana!”

-“…”

-“Vedo che capisce il mio dramma: il riferimento nazionale autorizza l’assunzione di 1-2 volte alla settimana di salumi, e io sto per chiederle di mangiarli il meno possibile! In virtù di cosa, poi, si chiederà…”

-“…”

-“… Perché contengono Nitriti!
I Nitriti (E251- E252) sono presenti negli insaccati come conservanti, ma  sono sostanze tossiche perché legandosi all’emoglobina riducono l’ossigenazione dei tessuti.
Inoltre nella bocca e nello stomaco e/o in seguito a cottura ad alta temperatura si trasformano in Nitrosammine, composti indubbiamente cancerogeni; pensi che negli animali 75 tipi di Nitrosammine portano a cancro.
Per limitare l’assunzione di Nitriti si possono scegliere insaccati conservati con Nitrati e acido ascorbico o con metodi tradizionali quali sale, spezie, fumo, ma dica la verità, lei controlla gli ingredienti? ”

-“…”

-“…Ecco, appunto! Che poi  nemmeno il sale è un toccasana, ché nelle Linee Guida Nazionali per una Sana Alimentazione c’è l’esplicita indicazione a ridurlo vista  la correlazione tra il consumo eccessivo e il tumore allo stomaco… ma allora di che parliamo, chi difendiamo?”

-“…”

-“… Tutta teoria secondo lei, glielo leggo in faccia! Mica tanto, dico io. E lo dice pure  lo studio Epic (European Prospective Investigation into Cancer and Nutrition) che si è preposto di studiare in 10 paesi europei in un totale di più di 500.000 volontari, l’associazione tra lo stile di vita – tra cui specifici pattern alimentari –  e lo sviluppo di tumori.
Sa di cosa si sono accorti monitorando l’elevato consumo di carni rosse e conservate? Che si correla ad un rischio maggiore di sviluppare certi tipi di tumore!”

-“…”

-“…Le carni bianche non c’entrano eh, sono scagionate, in particolare da una metanalisi pubblicata sull’International Journal of Cancer nel 2002; la stessa analisi però  sforna dati agghiaccianti su carni rosse e conservate: 120 g./die di carni rosse aumenterebbero del 24% il rischio di cancro all’intestino, 30 g./die di carni conservate lo aumenterebbero del 36%.”

“…”

– “…Quindi converrà con me che  la sua amata bresaola, più che 1-2 volte alla settimana, la consumeremo 1-2 volte al mese. E sempre accompagnata da frutta a verdura che, con i loro antiossidanti, almeno arginano  danni vari ed eventuali!
E se per un periodo limitato ci troviamo a mangiare panini al posto di un pasto, non li sceglieremo sempre con affettato! Ma ci metteremo sempre la verdura: gli antiossidanti di pomodoro e peperone resistono anche al trattamento termico da piastra, quindi possiamo metterli direttamente nel panino, altrimenti accompagniamo il panino con una piccola insalata mista. E con un frutto o una spremuta.
Ma mi sta ascoltando?!”

 

Silenzio del paziente.
Musica malinconica nella testa del paziente di sottofondo ai pensieri.
Il pensiero corre a Bresaola. È tornato.
Come si deve sentir sola laggiù Bresaola ora che nessuno – forse solo Dukan – la mangerà ancora ogni giorno.

 

foto: Victoria Reynolds Down the Primrose Path

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