Quello che alle donne non dicono

Le donne con un accumulo di tessuto adiposo sui glutei, sulle cosce e sui fianchi si rivolgono alla dietista con la richiesta di smaltire il grasso “solo dove serve” con una “dieta mirata”, perché “ci ho già provato da sola e sono dimagrita ovunque tranne che in quelle zone”.

NON DIRE GRASSO SE… – …Se non lo distinguiamo in base al tipo di recettori per l’adrenalina. Il grasso gluteo-femorale è ricco di recettori α (e povero di recettori β), e il grasso del resto del corpo è ricco di recettori β.
Quando l’adrenalina si lega ai recettori α viene bloccata l’ossidazione dei grassi, quando si lega ai recettori β viene favorita l’ossidazione dei grassi.
E quindi, direte voi? Ah sì, dimenticavo! L’adrenalina è l’ormone secreto per  dare il via all’ossidazione dei grassi durante le restrizioni caloriche delle diete dimagranti

LA MORALE  DEMORALIZZANTE– Una dieta dimagrante basata sulla restrizione calorica difficilmente darà un risultato estetico soddisfacente, poiché accentuerà la differenza tra distretto superiore del corpo, dove il dimagrimento avviene rapidamente e non serve, e distretto inferiore del corpo, dove il dimagrimento avviene molto lentamente per i motivi che abbiamo spiegato.

MADRE NATURA – COMPRENDIAMOLA – La distribuzione di grasso in zona gluteo-femorale della donna dipende dall’assetto ormonale, tanto che nella preistoria i maschi sceglievano le femmine adatte alla prosecuzione della specie in base a quanto grasso presentavano in questa zona. Una buona quantità era interpretata come garanzia di fertilità, vista la correlazione con gli ormoni, e rendeva  più facile la distinzione tra maschi e femmine di spalle, visto che all’epoca  non c’erano poi così tanti altri elementi distintivi e l’accoppiamento avveniva “alla crudele”.

MADRE NATURA – RINGRAZIAMOLA –  Anche se ci sembra difficile ragionare in questi termini, l’evoluzione della specie umana ha avuto come ostacolo nei millenni  l’assenza di cibo e i meccanismi che abbiamo messo a punto per sopravvivere sono mirati a difenderci dalla carestia.
Il grasso gluteo- femorale che non va giù con la dieta è uno di quelli.
Quello che siamo portate a ritenere un dispetto di Madre Natura, e in quanto femmina ce lo potremmo pure aspettare, è un modo di garantire nutrimento ai lattanti: quando una mamma allatta e non assume sufficienti calorie con l’alimentazione per produrre latte, come nel caso delle carestie, è sicura di poter attingere alla riserva del tessuto adiposo gluteo-femorale, deposito specifico per l’allattamento.
Se stiamo allattando quindi basterà seguire un’alimentazione equilibrata, messa a punto da una dietista per non incorrere in carenze di micronutrienti, e avremo il più efficace sistema di rimodellamento-fianchi esistente.

MADRE NATURA – AGGIRIAMOLA – Se non stiamo allattando però ci deve essere un modo per neutralizzare questa Madre troppo apprensiva. Eccolo qua

  • Pazienza: ci vuole lentezza. In questo caso più che mai non esistono rimedi rapidi.
  • Costanza: le indicazioni nutrizionali e di attività fisica che seguono hanno senso se messa in pratica con sistematicità
  • Svolgere un’attività aerobica quotidianamente, per esempio 40 minuti di camminata: questo tipo di attività non esplica tanto la propria utilità facendo bruciare i grassi durante la seduta, o nelle tre ore successive, quanto esercitando i muscoli a bruciare i grassi, “ricordando” all’organismo che può procurarsi energia anche in questo modo e non solo tramite gli zuccheri. Un corpo allenato è un corpo che anche a riposo utilizza maggiormente i grassi e richiede meno zuccheri.
  • Svolgere un’attività anabolica 2-3 volte alla settimana, per esempio pesi o macchine in palestra: costruire massa muscolare fa aumentare il consumo a riposo, facilita il consumo dei grassi (il muscolo preferisce gli acidi grassi liberi agli zuccheri come substrato energetico)e dà tonicità alla zona.
  • Favorire la circolazione degli arti inferiori: il grasso di quelle zone è poco irrorato da vasi sanguigni e quelli che ci sono devono lavorare al meglio per prevenire la cellulite, intestetismo tipico della zona, attraverso una corretta idratazione (2L d acqua al giorno), attraverso la stimolazione della pianta del piede che avviene camminando e attraverso un’integrazione di bioflavonoidi.
  • Garantire una buona funzionalità intestinale: un intestino che lavora male rappresenta un ostacolo alla circolazione linfatica nel distretto inferiore del corpo e quindi è causa di gonfiore localizzato in questa zona; bere acqua, introdurre fibre tramite cereali integrali, legumi, verdura, frutta, semi e integrare l’alimentazione con probiotici sono le tre regole-base.
  • Scegliere un’alimentazione isocalorica rispetto a quella abituale (per stimolare il meno possibile la secrezione di adrenalina) ma povera di grassi industriali e animali, di zuccheri, di bevande alcoliche e dolci;
  • Assumere elementi  in grado di migliorare il metabolismo energetico tramite un’alimentazione varia o tramite un’integrazione specifica pianificata da un medico: acido lipoico (broccoli, patate, carne rossa magra), L-carnitina (carne rossa magra e latticini), vitamine del gruppo B ( germe di grano, cereali integrali, legumi, vegetali verdi, pesce, carne magra e fegato, uova, latte) cromo ( noci, datteri) , taurina (carne rossa magra), omega 3 (olio di lino, semi di lino, noci, salmone e sardina), calcio (acqua minerale in grande quantità e parmigiano, pecorino, emmenthal in piccole quantità).
  • Consultare uno specialista, ginecologo o endocrinologo, che possa studiare approfonditamente il nostro quadro ormonale per valutare la necessità di ristabilire un corretto equilibrio.

 

foto:  Venere di Willendorf

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